Mirror-Copy-Social Trading? Scopri le differenze

da | Mag 19, 2015 | Social Trading Segreti | 0 commenti

Una volta c’era solo il Mirror Trading, poi si è aggiunto il Copy Trading, infine è arrivato il Social Trading, e oggi si tende a chiamare tutto Social Trading.

Risultato? Una grande confusione.

“Ma non sono tutti la stessa cosa?”

No, anche se la tendenza oggi è quella di usare per tutti il termine Social Trading, come abbiamo fatto anche noi nel nostro corso.

La verità è che ognuno di questi termini rappresenta un preciso settore con delle precise regole, e per non fare confusione e usare impropriamente un termine al posto di un altro, è necessario conoscere quanto meno il loro funzionamento basilare.

Più che altro, conoscendo le loro differenze, potresti poi scoprire che preferisci decisamente un settore rispetto ad un altro.

In questo post tratteremo appunto delle differenze di queste tre modalità di investimento, citando anche le principali società in ognuno di esse. Parleremo anche dei possibili rischi, e del futuro di tutto questo comparto.

Come funzionano questi tre settori?

come funzionano

Cominciamo col dire che questi settori sono talmente nuovi che la loro spiegazione su Wikipedia ha preso forma e si è evoluta solamente negli ultimi 3 o 4 anni, mentre prima si potevano trovare solo riferimenti generici e poco approfonditi.

Inoltre, data l’evoluzione e i continui cambiamenti di queste società, che stavano, e stanno tuttora, letteralmente costruendo un nuovo mercato da zero, ci è voluto del tempo prima di riuscire a delineare con chiarezza i confini di un settore o di uno specifico servizio rispetto ad un altro.

Ora, a distanza di qualche anno dalla loro nascita, possiamo dire di essere arrivati ad una conclusione. Ogni pezzo ha trovato il proprio posto sulla scacchiera.

Prima di spiegare i tre elementi in termini molto semplici, occorre però presentarne un quarto, ovvero l’Autotrading.

Autotrading è quando un trader, invece di eseguire personalmente e manualmente i propri ordini di acquisto e vendita, utilizza un programma informatico che agisce al posto suo.

Le regole che stabiliscono quando comprare, vendere, e perché, sono inserite nei codici del programma, che monitora costantemente il mercato, e all’avvenire di certe condizioni agisce automaticamente come da copione.

L’Autotrading implica o di essere un programmatore e di saper costruire questi programmi nel loro linguaggio, oppure di poterli acquistare e installarli sulla propria personale piattaforma di trading.

MIRROR TRADING

Con il Mirror Trading si utilizzano strategie di Autotrading, ma queste non vengono installate sulla piattaforma dell’investitore, bensì vengono salvate e fatte girare sui server della piattaforma della società di Mirror Trading.

L’utente, dopo averne valutato le performance, può scegliere le strategie automatiche che preferisce, e replicarle sul proprio conto di trading in automatico. Quando la strategia invia un segnale per eseguire una compravendita, lo stesso segnale viene inviato e replicato sul conto trading dell’utente, che in questo modo replica a specchio gli ordini operativi della strategia.

Questo sistema quindi presuppone che ci sia un trader che sottopone il proprio programma informatico di Autotrading alla società di Mirror Trading, e che quest’ultima la renda disponibile ad altri trader per la replica a specchio.

COPY TRADING

Il Copy Trading è molto simile, ma con una differenza sostanziale. In questo caso il trader che ha deciso di condividere i suoi segnali non deve sottoporre un programma automatico alla società di Copy Trading, ma deve semplicemente collegare il proprio conto personale.

In pratica, il trader collega il conto di trading con il quale opera alla società di Copy Trading, che da quel momento registrerà ogni operazione avvenuta. L’investitore può quindi visionare queste operazioni in modo da valutarne le performance e, come nel Mirror Trading, qualora lo volesse, può decidere di copiare tutto quello che viene fatto dal quel trader.

Il trader che invia il segnale (chiamato anche Signal Provider) può operare manualmente, oppure utilizzare anche lui dei programmi di Autotrading, ma la differenza con il Mirror Trading è che in questo caso i programmi “girano” sul suo conto personale, e gli ordini vengono semplicemente inviati alla società di Copy Trading che li “inoltra” automaticamente all’utente che li vuole copiare, mentre nel Mirror Trading era la società stessa ad avere la strategia e ad inviare l’ordine.

SOCIAL TRADING

Il Social Trading è il più vasto tra i tre settori, o meglio, quello con i confini più ampi e, fino a poco tempo fa, meno delineati.

Oggi, con questo termine si possono intendere principalmente due cose:

  • Può essere inteso, da un lato, come un’estensione “Social” del Mirror Trading e del Copy Trading, ovvero come la possibilità di interagire con altri utenti e con gli stessi trader in un contesto sociale, di ricevere consigli da quest’ultimi, di commentare e votare il loro operato, e di vedere i giudizi di altri utenti. In questo caso si tende ad usare questo termine per indicare sia Mirror che Copy Trading.
  • Dall’altro lato, per Social Trading si intende anche il semplice scambio di opinioni e idee riguardo i mercati e il trading, e la condivisione di idee operative. Gli utenti creano un loro profilo, e possono condividere le operazioni che intendono fare o che hanno fatto, commentare quelle di altri, proporre la loro interpretazione di avvenimenti economici e dei relativi risvolti, spiegare gli stessi in termini semplici e, in generale, generare discussioni a cui tutti possono partecipare.

In sostanza, con questi 3 nuovi settori, quello a cui stiamo assistendo è la nascita e l’evoluzione dei People Based Portfolio.

Prima dell’avvento di questi sistemi, i metodi di investimento erano sostanzialmente due:

  1. Si prendeva il proprio capitale, lo si affidava ad una società d’investimento (banca d’affari, fondo comune, etc), e questa, a fronte di un pagamento di commissioni, costruiva un portafoglio di prodotti finanziari che rispecchiassero il profilo di rischio e rendimento del cliente;
  2. Tramite l’utilizzo di un intermediario, l’investitore andava direttamente sul mercato a costruire il proprio portafoglio d’investimento. Se inoltre l’ottica dell’investimento era di natura speculativa, allora si profilava quello che appunto chiamiamo Retail Trading.

Ora, oltre ai due metodi appena citati che tuttora permangono, un investitore può creare un portafoglio non di prodotti finanziari, ma di persone.

L’investimento viene fatto sui trader che hanno già dato prova di essere profittevoli, e sulla possibilità di replicare in automatico le loro performance sul proprio conto di trading.

Chi ci guadagna?

chi ci guadagna

“No, i trader o Signal Provider ovviamente non lo fanno gratis”, se è questo che pensi.

Sarebbe strano vedere qualcuno, con una strategia di trading profittevole, condividerla senza nessun tornaconto, e infatti non è così.

“Quindi, come funziona?”

Quando possiedi un conto trading, ogni volta che chiedi al tuo broker di aprire un’operazione, paghi una commissione, in certi settori chiamato anche spread.

Quasi tutti i ricavi di questi settori derivano fondamentalmente da questo, dalle commissioni e dagli spread.

Quando l’investitore utilizza il Mirror o il Copy Trading, sta ovviamente aprendo operazioni sul proprio conto presso il broker, l’unica differenza è che l’ordine di “comprare o vendere” non arriva dall’investitore stesso, ma dalla società tramite la quale sta seguendo i Signal Provider scelti.

Quando il broker guadagna, parte di quel guadagno viene condiviso con la società di Mirror o Copy Trading, la quale a sua volta condivide parte del guadagno con il Signal Provider che ha generato il segnale.

Tre sono le cose da tenere a mente:

  1. lo spread o la commissione al broker si paga sempre, sia che l’operazione vada in profitto, sia che vada in perdita, ovvero, si paga per il semplice fatto di averla aperta;
  2. le commissioni o spread pagati in questi settori sono leggermente più alti degli standard globali, proprio per consentire queste remunerazioni;
  3. la società di Mirror o Copy Trading e il relativo Signal Provider che ha generato il segnale guadagnano solo se dall’altra parte l’investitore ha replicato il segnale utilizzando soldi veri.

La principale variante a questo sistema prevede il pagamento di un canone mensile.

Al posto di guadagnare dalle commissioni e dagli spread pagati dall’investitore su ogni operazione, la società di Mirror o Copy Trading chiede semplicemente un pagamento di un canone mensile per seguire i Signal Provider e replicarne i segnali.

In entrambi i casi, ad un livello ideale, si viene a creare una win-win situation.

L’investitore, anche senza avere alcuna esperienza, può affidarsi a chi invece ha già dato prova di essere esperto e profittevole, replicandone le performance. Il trader invece, oltre a quelli derivanti dal trading, può ottenere guadagni ulteriori grazie agli spread o ai canoni mensili, a patto che qualcuno replichi o paghi per i suoi trade.

Quali sono i principali rischi?

rischi principali social trading

Nonostante le buone intenzioni, ogni obiettivo deve poi scontrarsi con la dura realtà.

Le premesse di ottenere una win-win situation sono valide, ma purtroppo il sistema remunerativo dei Signal Provider ha creato non pochi problemi.

Per dirla in termini semplici, più operazioni si eseguono, più commissioni si guadagnano e, come detto prima, questo indipendentemente dal fatto che le operazioni vadano in vincita o in perdita. Non ci volle molto che diversi “finti” trader cominciarono a sfruttare questa condizione per ottenere facili guadagni a discapito degli investitori più sprovveduti.

Dietro le performance di questi presunti trader non c’era una strategia seria di trading, niente di tutto questo. Dietro c’era solo un tentativo di generare performance stratosferiche sul breve periodo in modo da ottenere velocemente dei seguaci, e fare cassa grazie alla commissioni, o ai canoni mensili.

In maniera sicuramente minore, ma queste pratiche esistono tuttora.

Solitamente questi truffatori fanno ricorso a strategie ben conosciute, come quella della mediazione del prezzo o la martingala, tecniche molto rischiose, che se non gestite alla perfezione possono portare alla catastrofe. Provate a chiedere a Nick Leeson, il trader che fece fallire la Barings Bank, la seconda merchant bank più antica del mondo (ne hanno fatto un bellissimo film con Ewan McGregor, ecco il punto preciso in cui pronuncia le “fatidiche” parole)

Ad ogni modo, per un occhio mediamente esperto è facile accorgersi di questi rischi ed evitarli, ed è qui che arriviamo al secondo problema.

Nonostante le premesse di poter cominciare ad investire senza nessuna esperienza, senza dover studiare per diventare un trader, ciò non toglie che l’investitore che desidera investire in questi settori ha bisogno di un minimo di conoscenza della finanza, del mercato in cui sta investendo, e delle sue regole.

È vero che non è richiesto di diventare un trader, ma quanto meno bisogna sapere cosa sia un trader, come opera, e soprattutto cosa assolutamente un trader serio non farebbe mai, così da essere in grado di riconoscere i veri trader e allontanarsi da quelli falsi.

Inoltre, non dimentichiamoci che stiamo comunque parlando di mercati derivati, e che “Derivato” fa rima con “Leva finanziaria”. Come sappiamo, la leva finanziaria è quella cosa che ti fa investire con i grandi capitali anche se sei piccolo, ma che può schiacciarti in un instante se non sai controllarla o se esageri nell’usarla.

Un investitore ignaro di questi concetti potrebbe farsi male anche nel caso scegliesse degli ottimi Signal Provider.

Quindi, è vero che fare Mirror, Copy e Social Trading è più facile del Retail Trading, ma è anche vero che è comunque richiesto un certo livello di conoscenza.

Detto in termini semplici, serve un’infarinatura di cosa vuol dire fare trading, una buona conoscenza di cosa vuol dire investire, e una conoscenza ancora migliore di cosa vuol dire money management.

Detto questo, ogni società ha le sue peculiarità, i suoi punti di forza e di debolezza, quindi oltre a sapere quanto appena detto occorre anche conoscere bene il funzionamento della società con la quale si decide di investire.

Chi sono i protagonisti?

Nuove società operanti in questi tre settori stanno nascendo in continuazione. Vecchie società e broker famosi stanno adattando i loro servizi e integrando queste funzionalità.

Tuttavia, fino ad oggi, le società che l’hanno fatta da padroni nei rispettivi tre settori sono queste tre.

MIRROR TRADING

TradencyÈ alla società Tradency che si deve il merito di aver dato il via a tutto questo, inaugurando il nuovo settore del Mirror Trading quando nel 2005 (possiamo quindi spegnere una candelina per i primi 10 anni) veniva lanciata la nuova piattaforma chiamata Mirror Trader.

COPY TRADING

ZuluTradeDue anni dopo, nel 2007, nasceva invece ZuluTrade. Essendo questa società un tramite tra il trader che fornisce il segnale e l’investitore che lo riceve, o meglio ancora, tra i rispettivi broker, ZuluTrade si è evoluta in questo senso fino a supportare circa 60 broker in tutto il mondo. Decide di focalizzarsi sul Copy Trading puro e sull’analisi approfondita delle performance, con l’aggiunta di funzionalità Social per consentire voti e commenti.

SOCIAL TRADING

etoroNato anche lui nel 2007, eToro è un broker, e si pone in un certo senso all’opposto di ZuluTrade. Questa società comincia nel 2010 con le prime funzioni di Social Trading Trading grazie all’innovativo OpenBook, per poi focalizzarsi negli anni a venire su questo settore, aggiungendo poi anche un servizio basilare di Copy Trading. eToro è tra le prime società ad essersi espansa anche nel trading di indici, azioni e materie prime con l’utilizzo dei CFD.

Come si sta evolvendo l’intero settore

cambiamenti settore social trading

Non c’è dubbio che Mirror, Copy e Social Trading sono tra le novità più interessanti di questi ultimi anni nel settore dell’investimento di capitali e del trading.

Sono sempre più insistenti i rumors secondo cui l’establishment bancario mondiale stia cercando di porre un fremo all’ascesa di questi sistemi, per il semplice fatto che questo modo di investire “toglie” soldi ai vecchi strumenti e alle classiche società d’investimento.

Di fatto, l’utente che decide di investire in questi settori, mantiene il possesso del proprio conto e denaro, e semplicemente lo muove facendo quello che fanno altri. Questo significa non consegnare più il proprio denaro a terze parti (a cui fanno sempre capo le banche d’affari) che lo gestiscono per conto dell’investitore aggiungendo salate commissioni.

Staremo a vedere cosa succederà nei prossimi anni.

Già oggi però possiamo vedere come importanti istituzioni abbiano cominciato a prendere posizione nei confronti di questi nuovi settori, in particolare per quanto riguarda la tutela dell’investitore.

Stiamo parlando in particolare dell’Unione Europea, che con l’aggiornamento alla MiFID II ha fondamentalmente equiparato Mirror Trading e Copy Trading all’asset management. Poco è cambiato a livello pratico, il funzionamento è rimasto quasi identico a prima, ma le società hanno dovuto aggiornare i loro regolamenti e alcuni servizi.

Dal punto di vista di un broker “vecchio stile” invece, questi sistemi favoriscono l’acquisizione di nuovi clienti e la sopravvivenza dei vecchi, dato che entrambi possono accedere a strategie profittevoli anche senza nessuna esperienza, ed è per questo che sempre più broker su Forex e CFD stanno integrando funzionalità di Mirror, Copy e Social Trading all’interno della loro offerta.

Molti sono gli scettici secondo cui la condivisione delle informazioni in chiave Social non può fare molto, se non niente, in un settore così complicato come il Retail Trading. Tuttavia, sono stati condotti importanti studi che dimostrano come l’Intelligenza della Folla (se utilizzata nella giusta maniera) possa essere un valido alleato anche quando si investe.

Dal punto di vista mediatico, anche qui non c’è dubbio che l’intero comparto generi sempre più interesse. I principali siti del settore dedicano sempre più articoli all’argomento, cercando su Google c’è sempre più richiesta di “Recensioni” riguardo le società e i servizi, sempre più blog dedicano post a questi settori e “qualcuno” ha anche pensato di creare un primo corso guidato sul Social Trading.

Dove siamo diretti?

futuro del social trading

Osservando le ultime mosse delle principali società, possiamo delineare su quali fronti vedremo i maggiori sforzi nei prossimi anni.

SICUREZZA

Importanti misure sono state prese per cercare di identificare ed allontanare i trader o i Signal Provider interessati solo alle commissioni. Il problema però non è ancora risolto, e le società stanno continuando a migliorare i controlli e ad irrigidire certi parametri per scremare sempre di più i migliaia di trader disponibili così da lasciare spazio e poter valorizzare solo quelli più meritevoli.

Tra le principali manovre prese possiamo citare quelle di pagare le commissioni al Signal Provider solo in caso di operazione profittevole, oppure solo in caso di mese chiuso in profitto, oltre ad avere irrigidito i parametri di performance (in particolare il Drawdown) entro cui i trader possono operare, per evitare situazioni troppo rischiose.

Detto questo, in un ambiente così difficile e a volte estremo come quello dei mercati derivati, anche i bravi trader a volte possono subire brutti colpi. Le società si stanno impegnando a fare in modo che ci siano comunque dei sistemi di sicurezza volti a proteggere il capitale dell’investitore in caso di emergenza.

TECNOLOGIA

In un sistema in cui la replica è alla base di tutto, non c’è dubbio che la velocità abbia un ruolo fondamentale. I prezzi degli strumenti finanziari cambiano continuamente, quindi più gli ordini vengono replicati velocemente, più la differenza dei prezzi tra ordine inviato e ricevuto diminuisce, consentendo una replica migliore.

Le società hanno già migliorato notevolmente, e il fenomeno chiamato Slippage è stato fortemente ridimensionato.

Tuttavia, le società stanno continuando a lavorare per aumentare ulteriormente sia la velocità e la facilità di utilizzo (vedi l’integrazione dell’utilizzo delle API), sia la robustezza dell’intero sistema, soprattutto in quei momenti di estrema volatilità che ogni tanto colpiscono i mercati (vedi questo 15 gennaio, quando la Swiss National Bank ha deciso di abbandonare la sua politica di mantenimento del floor a 1,20 sul cambio Eur/Chf).

OFFERTA

Tutto è nato esclusivamente con il mercato Forex, ovvero, in principio si potevano replicare solo quei trader che operavano sul mercato valutario.

Come accennato prima riguardo a eToro, alcune società stanno cominciando ad offrire la possibilità di replicare trader che operano anche su altri strumenti, come gli indici azionari, le azioni delle principali società quotate, o le materie prime.

Anche le controverse Opzioni Binarie hanno fatto la loro comparsa in alcune società, tra le quali anche ZuluTrade.

Appare molto probabile che nei prossimi anni assisteremo ad un aumento dell’offerta e della diversificazione dei prodotti su cui i trader possono operare.

Dalle opzioni non binarie ma classiche, all’aumento delle possibilità con i CFD, per arrivare addirittura al mercato dei Bond, le possibilità sono ancora molte, ed è molto probabile che vedremo sempre più società, vecchie e nuove, intraprendere queste nuove sfide.

Per concludere

Credo di averti chiarito le differenze di questi tre “nuovi” settori, il Mirror Trading, il Copy Trading e, possiamo dirlo, l’ultimo arrivato, il Social Trading.

Il Social Trading è di sicuro quello che si sente nominare più spesso ultimamente, ma viene spesso usato anche per parlare (a volte erroneamente) di quelli che tu ora sai essere Mirror o Copy Trading.

Nei prossimi anni assisteremo di sicuro ad un espansione a macchia d’olio di questi concetti in tutti i settori della finanza globale e, tradotto in altri termini, ad un aumento vertiginoso delle pubblicità e dell’offerta.

Il mondo cambia, è sempre più connesso e sempre più “social”, e nel Social Trading potrebbe anche nascondersi il tuo prossimo investimento.

Ora quantomeno sai da che parte cominciare.

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