Regolamento Social Trading e MiFID II – Cosa sono e come funzionano

da | Apr 2, 2015 | Social Trading Segreti, Zulutrade Guide | 0 commenti

Dato il crescente interesse che si sta sviluppando intorno a questo settore, è normale che sempre più utenti siano interessati al regolamento Social Trading, soprattutto in Europa dove il regolamento del settore finanziario è sempre più stringente.

In questo post vedremo appunto qual è il regolamento del Social Trading (inteso anche come Copy Trading e Mirror Trading) in Europa.

Nello specifico, parleremo e spiegheremo cos’è la direttiva MiFID.

Finito questo post, potrai passare a leggere come ZuluTrade, una delle principali realtà del settore, abbia dovuto cambiare la propria piattaforma di Copy Trading proprio per adattarsi al regolamento del Social Trading europeo.

Lo spieghiamo nel dettaglio in questo post.

Ma andiamo per ordine.

Cos’è la MiFID e perché esiste

La MiFID, acronimo inglese di Markets in Financial Instruments Directive, è una direttiva dell’Unione Europea nata nell’ormai lontano 2004. Questa direttiva contiene una lunga serie di requisiti e norme a cui tutti i partecipanti ai mercati finanziari europei devono attenersi.

mifid regolamento social tradingObiettivo principale della MiFID è di creare un mercato finanziario europeo in cui favorire un’onesta competizione tra le società che vi partecipano, e allo stesso tempo aumentare la tutela del consumatore.

La prima introduzione nel 2004, di quella che possiamo chiamare MiFID I, fu un notevole e positivo cambiamento per il settore.

Tutto procedeva per il verso giusto, e la nuova normativa, che entrò in pieno vigore nel 2007 sostituendo definitivamente la vecchia ISD (Investment Services Directive), sembrava aver migliorato e reso più sicuro il panorama finanziario europeo.

È proprio il caso di dirlo: “le ultime parole famose”.

Proprio nel 2007 cominciò quella che ad oggi conosciamo come la crisi finanziaria globale. Partendo dai mutui sub-prime americani e passando al debito dei paesi sovrani europei, tutto il sistema finanziario globale fu sull’orlo di collassare.

La crisi, nel male, ebbe il merito di mettere in luce tutte le debolezze della MiFID I, debolezze che molto probabilmente non sarebbero state identificate in normali condizioni di mercato.

In diversi settori vi era mancanza di trasparenza e di controlli, in altri settori invece non vi erano ancora sufficienti protezioni per gli investitori. Inoltre, l’inarrestabile sviluppo tecnologico di questi decenni aveva dato vita a nuove problematiche che necessitavano una pronta e seria supervisione.

Fu proprio in quel periodo che l’HFT (High Frequency Trading, “Trading ad alta frequenza”), e più in generale l’Algorithmic Trading, divennero i principali imputati di molti malfunzionamenti del sistema (vedi il famoso Flash Crash del 2010).

C’era tanto da fare per rendere il sistema più solido e sicuro, e all’alba del 2010, per i legislatori dell’Unione Europea era giunto il tempo di aggiornare, integrare e migliorare tutta la MiFID.

La “scoperta” del Copy e del Mirror Trading

L’inizio delle consultazioni per l’aggiornamento della MiFID I fu l’occasione per le autorità europee di rivolgere l’attenzione ad una nuova pratica d’investimento che si stava velocemente diffondendo in tutto il mondo grazie allo sviluppo tecnologico. Sì, stiamo parlando appunto del Social Trading.

Ma occorre essere più precisi in questo caso. Non tutto il grande insieme del Social Trading, ma solo i sottoinsiemi del Copy Trading e del Mirror Trading.

  • Si intende come Copy Trading puro, la pratica di replica di segnali di trading generati da un trader, attraverso un piattaforma che funge da tramite tra fornitore del segnale (il trader) e l’investitore che lo copia.
  • Si intende invece come Mirror Trading puro, la pratica di replica di segnali di trading generati da una strategia automatica ospitata sulla piattaforma del tramite.

In sostanza cambia poco, è sempre un’entità, macchina o uomo che sia, che genera un segnale di acquisto o di vendita, che viene trasmesso all’investitore e che viene replicato sul suo conto personale.

Le autorità posero particolare attenzione al fatto che questo processo era completamente automatico, ovvero, una volta confermata la scelta dei trader o delle strategie da cui copiare, l’investitore poteva benissimo non seguire più l’attività di trading, perché tutto veniva svolto in maniera automatica, e gli ordini di acquisto e vendita arrivavano comodamente e istantaneamente al conto dell’investitore, perfino senza il bisogno del computer accesso o di mantenere programmi in funzione.

La bellezza di questo nuovo sistema era proprio questa, ovvero la possibilità di copiare senza sforzo da strategie o da trader che avevano già dato prova di essere profittevoli.

Il nuovo regolamento del Social Trading

Dal punto di vista delle autorità, tuttavia, questi sistemi davano vita ad un diverso scenario sotto il profilo legislativo.

Nonostante il conto di trading rimanesse di proprietà dell’investitore, e non vi fosse nessuna consegna di denaro a terze parti, il capitale dell’investitore veniva comunque mosso e gestito da un soggetto esterno, e questo per le autorità era sufficiente per equiparare il Copy Trading e il Mirror Trading alle discipline di gestione del risparmio.

La discriminante era una sola. Se il segnale di trading generato dal trader o dalla strategia veniva poi replicato automaticamente e senza richiesta di conferma da parte dell’investitore, allora quella era classificata come gestione del risparmio. Punto.

Se invece l’investitore doveva comunque confermare il segnale di acquisto o vendita, quindi operare manualmente, in quel caso non era più gestione del risparmio, ma semplice consulenza.

Cosa successe quindi? Successe che tutte le società che offrivano servizi di Copy Trading o Mirror Trading dovettero adeguarsi alle stesse normative MiFID previste per le società di gestione del risparmio, che, come puoi immaginare, erano diverse.

Ed è qui che arriviamo finalmente a ZuluTrade.

Prima di questo aggiornamento normativo questa società era considerata un IB (Introducing Broker) e un fornitore di servizi. In sostanza, la società era il tramite attraverso il quale i clienti finalizzavano l’apertura del proprio conto di trading presso vari forex broker; in più forniva anche un servizio di replica automatica di segnali, quello appunto che noi chiamiamo Copy Trading.

Ora, con l’aggiornamento alla MiFID II, ZuluTrade è sempre un IB, ed è sempre un fornitore di servizi, ma è anche un gestore di risparmio, e per tanto ha dovuto aggiornarsi e rivedere alcuni dei suoi servizi.

Nel prossimo articolo vedremo insieme il “Prima e Dopo” di questa importante società di Copy Trading a seguito, appunto, dell’attuazione della nuova direttiva europea MiFID II.

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