Storia del Mercato Forex e del Forex Trading: dai Faraoni a Soros

da | Apr 1, 2017 | Forex Guide | 0 commenti

Ti sei mai chiesto come è nato il mercato Forex, ovvero il mercato valutario?

Quali sono stati gli eventi storici tramite i quali oggi possiamo liberamente comprare e vendere valute di tutto il mondo?

Potrebbe sembrarti scontato, ma in realtà la storia del Forex è molto più avvincente di quanto si possa immaginare.

In questo post riassumeremo con stile tutti gli eventi che hanno condotto alla nascita del mercato Forex come lo conosciamo oggi (clicca sul link per scoprire come funziona), e alla nascita del forex trading.

storia del mercato forex

Storia del Forex: la nascita del bene più importante di tutti

Per raccontare la storia del Forex non vedo modo migliore di cominciare raccontando la storia del protagonista di questo mercato: il denaro.

C’è chi dice in Cina, chi invece nell’Egitto dei Faraoni, sta di fatto che l’apparizione del denaro è datata almeno 3000 mila anni prima di Cristo. Le prime forme tangibili di denaro furono le monete, le quali dal 1530 a.C. vennero dotate di un segno distintivo per autenticarle. Dal 650 a.C. presero la forma attuale e, con l’evoluzione della metallurgia, il loro utilizzo incrementò sempre più.

Dal V secolo d.C. al X le monete vennero prevalentemente utilizzate all’interno del relativo regno d’origine. L’espandersi dell’attività commerciale portò gli scambi a diventare da nazionali a internazionali, e vi fu quindi l’esigenza di facilitare pagamenti e transazioni.

Nel 1291 d.C. vennero create a Firenze le prime lettere di cambio, che fissavano appunto i tassi di cambio e i tassi d’interesse, e facilitavano notevolmente l’attività commerciale. Inutile dire come questa innovazione portò enormi fortune alle famiglie di banchieri dell’epoca, una tra le quali fu la famosa famiglia fiorentina dei Medici.

Storia del Forex: la nascita dei mercati finanziari

I mercati finanziari veri e propri fecero la loro comparsa nel XVI secolo.

Erano mercati semplici, basati sulle bilance commerciali dei paesi, e all’interno di questi mercati alcuni operatori cominciarono a trarre profitto dalla differenza nei tassi di cambio.

L’utilizzo del denaro nei secoli a venire si intensificò e si espanse, ma senza che vi fosse veramente una moneta dominante rispetto alle altre. Un avvenimento però pose le basi per il futuro cambiamento.

Nel 1866 venne completato il primo cavo di collegamento transatlantico che univa Europa e Stati uniti. Fu un evento di fondamentale importanza nella storia degli scambi, e portò molte banche europee a stabilirsi a Londra, incoronando di fatto la “City” primo centro finanziario del mondo.

CURIOSITÀ: è proprio per via di questo importante cavo che il cambio GBP/USD ha preso il nome di “Cable” (appunto “cavo” in inglese)

La sterlina divenne potente tra le valute mondiali, ma a farla da padrone era ancora il bene da sempre riconosciuto come il più affidabile: l’oro.

Il Gold Standard era un sistema di totale convertibilità delle valute in oro. Ogni valuta era convertibile in oro, e le banche centrali dovevano fungere anche da garanti di questa convertibilità possedendo delle riserve auree. Questo sistema consentì ai tassi di cambio di rimanere piuttosto stabili nei decenni.

Storia del Forex: la fine del Gold Standard

Fu la Prima Guerra Mondiale nel 1914 a porre fine al Gold Standard, dato che i paesi, per far fronte alle enormi spese, dovettero stampare moneta in grandi quantità, di fatto creando inflazione e rendendo impossibile la garanzia delle convertibilità.

Dopo la Prima Guerra Mondiale venne fatto un secondo tentativo di ritorno al Gold Standard, seppur con qualche modifica, ma la crisi del 1929 pose definitivamente fine ai tentativi di stabilità monetaria.

La supremazia del dollaro nel panorama finanziario mondiale venne sancita nella Seconda Guerra Mondiale, nel 1944, con gli accordi di Bretton Woods, dove venne istituito il Sistema Monetario Internazionale (IMS), un organo di controllo delle fluttuazioni valutarie e della stabilità economica. Veniva inoltre stabilito che solo il dollaro poteva essere convertito in oro, ad un tasso fisso di 35 dollari l’oncia, di fatto promuovendo il dollaro a valuta di base globale.

Importante fu anche la creazione del Fondo Monetario Internazionale (FMI) che doveva favorire e supportare le economie deboli e in via di sviluppo, sostenendo e controllando gli equilibri commerciali e la crescita economica globale all’interno di un sistema finanziario e valutario che si faceva sempre più complesso.

Fu proprio questa complessità, insieme alle necessità di trovare un nuovo sistema monetario più flessibile e di svalutare il dollaro, a far sì che nel 1971 il presidente statunitense Nixon, insieme con il FMI e i rappresentanti dei 10 stati principali, decise di abbandonare la convertibilità delle valute al dollaro e di quest’ultimo all’oro, aprendo le porte al mondo del tasso variabile libero.

Venne chiamato Accordo Smithsoniano, e fu forse il tassello più importante nell’imminente svilupparsi del Forex come lo conosciamo noi oggi.

La fine di fatto degli accordi di Bretton Woods diede campo libero alla creazione di denaro e al reperimento di capitali nei mercati finanziari. Nel 1976 gli accordi in Giamaica ufficializzarono definitivamente l’inizio di una nuova era negli scambi valutari, che vennero liberalizzati quasi completamente. L’oro non era più una riserva obbligatoria e le banche dovevano solo cercare di mantenere i tassi di cambio entro un margine di +/- 2,5 % dalla parità centrale.

Nel 1978 nacque lo SME, ovvero il Sistema Monetario Europeo, insieme al meccanismo di stabilizzazione delle valute (ERM) nei confronti dell’ECU, l’antenato dell’Euro.

Col passare degli anni l’avvento delle nuove tecnologie ha fatto sì che dagli anni ’90 i flussi di capitali aumentassero in maniera esponenziale, abbattendo quel muro che consentiva l’accesso al mercato del Forex solo alle grandi istituzioni finanziare, banche in primis.

Nuovi investitori e big trader poterono accedere coi loro capitali e allargare il numero dei giocatori.

L’atto finale e la nascita del moderno mercato Forex

Furono infine i fondi speculativi a dare l’ultima spinta all’evoluzione del mercato Forex come lo conosciamo noi oggi.

Nel 1992 il fondo speculativo di George Soros “attaccò” sterlina e lira causando una fortissima svalutazione e costringendo Italia e Inghilterra a uscire dallo SME. Questo attacco fece di fatto fallire anche la politica del contenimento dei tassi di cambio.

Si arrivò alla consapevolezza e all’accettazione di lasciare i cambi fluttuanti senza restrizioni alcune.

Ecco il tassello mancante.

Il mercato Forex venne di fatto liberalizzato. In principio erano necessarie grandi somme di denaro per poter operare, ma grazie all’espandersi e all’evolversi di internet e dell’informatica il Forex aprì velocemente le porte a tutti.

Le società di brokeraggio inondarono il mercato con le loro piattaforme e abbassarono (e continuano ad abbassare) sempre di più il margine minimo per poter operare, tanto che oggi, per ogni persona dotata di PC, connessione internet e qualche centinaio di dollari (anche meno), è possibile operare sul questo enorme mercato.

Piaciuta la storia del mercato Forex?

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